Assisto per qualche minuto ad un dibattito televisivo in diretta, dove stanno intervistando un politico. La situazione sta diventando imbarazzante perché i giornalisti lo stanno incalzando e sembrano infierire sul suo evidente stato di difficoltà (siamo nel momento della recente crisi di governo che ha preceduto l’attuale governo Draghi). Sembra che Il politico fatichi a rispondere in modo credibile, ammette errori e ripensamenti, arrossisce.
I giornalisti impietosamente criticano l’Onorevole Crimi (reggente del m5s) e una di loro gli si rivolge così: “Onorevole Crisi”. Poi subito si corregge.
Osservo che abbiamo assistito da telespettatori, ad una chiara rappresentazione di cosa si intenda per lapsus come manifestazione dell’inconscio: non occorre essere psicoanalista per saperlo riconoscere, ma lo psicoanalista lo ascolta senza liquidarlo come un errore.

L'inconscio in Parlamento
La giornalista, o meglio il suo inconscio, ci ha detto alcune cose:
- l’onorevole è in crisi, nella situazione in cui si trova (il dibattito televisivo), a livello personale, all’interno del suo gruppo politico;
- il governo è in crisi, la politica è in crisi.
Infatti, nei minuti che seguono ogni attore di quel dibattito ha affrontato i punti che ho ora accennato.
Il lapsus lo ha detto con lo scambio di una sola lettera, ha fatto tutto dicendo crisi invece di Crimi. Ma forse ha detto qualcosa in più, che è stato confermato nei giorni successivi: la crisi di quel gruppo politico ha portato ad una ‘scissione’ al suo interno. E forse altro che dovrebbe sapere la giornalista autrice di questo geniale lapsus.
In quanto psicoanalista mi interesso di rilevare il valore dell’inconscio come aiuto al pensiero. In questo caso ha una rilevanza pubblica (a cui chiunque ha potuto assistere) che si esprime in un giudizio sull’essere in crisi. L’inconscio amico propone, sotto le sembianze dell’errore, un giudizio di cui ognuno potrebbe avvalersi.
AGGIORNATO IL: 11/09/2021
Crediti: RobinHiggins